venerdì 26 agosto 2011

riusciranno i nostri eroi?

oppure:

si fa presto a dire "parto"

coinquilinac ed io volevamo fare una settimana di vacanza insieme.
poi un weekend lungo.
poi di nuovo una settimana.
poi da sole.
poi con amica jen (non jen di jen e le olograms, l'altra).
poi era questa settimana.
poi la prossima.
poi era lì.
poi no, invece, là.
poi forse non se ne fa più niente.
poi evviva evviva che bello tutto deciso.
poi forse ci sono dei problemi.
adesso forse coinquilinac non può più venire.

ho l'aereo tra poco più di dodici ore e non mi va per niente di fare la valigia. una vocina dentro di me chiede: ma sei sicura che riuscirai a partire?

mercoledì 24 agosto 2011

ma magari!

mi hanno regalato questa maglietta...





tutto quello che posso dire a riguardo è: magari!

martedì 23 agosto 2011

avrei dovuto saperlo

sabato scorso, primo giorno ufficiale delle ferie estive (uniche ferie che ti fanno dire: "aahhh, adesso sono in vacanza" a mio parere), ero stata presa da un insano attivismo. e avrei dovuto capirlo già da lì, anche perché mi ero svegliata con un po' di mal di gola.

ho riordinato casa, fatto lavatrici, stirato (!), scritto email, scaricato foto, aggiornato il blog, telefonato, organizzato, programmato, iniziato a fare le valigie, ecc ecc.

poi il crollo.

a metà cena in pizzeria il mal di gola si è fatto più insistente, mi sono venuti i brividi di freddo (e sì che c'erano almeno 30 gradi se non di più), mi facevano male tutte le ossa.

per farla breve, mi è venuto il febbrone.
che poi ieri mattina, se n'è andato così com'era venuto a forza di bombardamenti di paracetamolo. (ma lo sapete che esiste una medicina come antidoto per l'intossicazione da paracetamolo?).

come al solito, la febbre mi ha colto impreparata.
eppure avrei dovuto saperlo che (da quando andavo alle superiori) un improvviso mal di gola associato a buonumore e sfrenato attivismo, sono sintomi inequivocabili di incipiente febbrone.

ecco perché normalmente io sono super pigra, significa che sono perfettamente in salute.

sabato 20 agosto 2011

sì viaggiare


alcuni dei miei buoni propositi per il 2011 (vedi qui) mi fanno venire l'ansia solo a pensarci, alcuni si sono già verificati, alcuni altri sono in corso d'opera, ma ce n'è uno che mi dà molte soddisfazioni come si vede qui sotto (e il meglio deve ancora venire!)

siviglia


siviglia


siviglia


rapallo


dolomiti


dolomiti

dolomiti


santa margherita ligure





mercoledì 10 agosto 2011

non ho l'età

sarà che io mi vedo sempre giovane, ma i due episodi accaduti ieri mi hanno portato a riflettere ul fatto che non è proprio così...

prima di tutto sono andata in profumeria e ho comprato una crema idratante per il viso che spero bene contenga dell'oro visto quanto l'ho pagata, nella speranza che combatta l'invecchiamento cutaneo e mi protegga dai danni dei raggi solari sulla mia epidermide. e la commessa mi ha regalato un campioncino di siero effetto lifting e uno di una miracolosa crema anti fatica e io non solo non mi sono offesa, ma ho anche apprezzato il gesto.

secondo poi, nel mio gruppo di turisti del pomeriggio c'era una coppia padre figlio. il figlio belloccio, sopra i trenta, con i capelli leggermente brizzolati. il padre probabilmente tinto (perché neanche un capello bianco), ma nel complesso niente male. io, ovviamente, un pensierino di rimorchio l'ho fatto. sul figlio. invece, chi mi ha inesorabilmente battuto i pezzi per tutto il tour (tre ore dico tre) è stato il padre. che per fortuna alla fine ha desistito.

c'avrà ragione mio fratello che, quando io mi urto perché tutti mi chiamano signora, mi dice "sore', dobbiamo rassegnarci. ormai c'abbiamo una certa età".

giovedì 28 luglio 2011

a volte succede

succede che anche se è luglio comincia a piovere e piove piove piove e poi invece di smettere piove sempre di più e alla fine si trasforma in un diluvio torrenziale tipo monsone con l'acqua che cade e rimbalza per terra e alla fine non vedi più niente.

succede che in tutto ciò tu stia lavorando con un gruppetto di turisti che non ci possono credere che piove a roma a luglio e quindi non hanno l'ombrello, né la giacca a vento. e quando comincia a piovere e tu gli dici perché non vi comprate un ombrellino o un poncho impermeabile, così diventate tutti dei suppostoni colorati (o dei preservativi giganti, scegliete pure voi la similitudine), ti dicono no non c'è bisogno, piove pure in australia (e negli usa e in canada) e ci piace bagnarci un po'.

e poi piove sempre di più e voi siete a trecento metri dal colosseo ma non lo vedete più perché è notte e piove talmente tanto che obiettivamente non c'è più niente intorno.
e dal nulla si materializza la bancarella di frutta di via dei fori imperiali con un bellissimo ombrellone aperto. vi ci rifugiate e dite ottimisti "aspettiamo che spiova". ma non spiove, anzi piove sempre di più.

a quel punto tu gli dici, facciamo così, io vi racconto il colosseo e poi decidiamo cosa fare. e cominci a raccontare (e urli per coprire il rumore della pioggia) e loro ti acoltano intenti e chi se ne frega se piove e ti ascolta anche il ragazzo della bancarella che chi sa da che paese viene (ma probabilmente uno di quelli dove ci sono i monsoni quelli veri, mica come a roma) e che probabilmente al colosseo non c'è mai stato oppure è un archeologo molto più qualificato di te ma i casi della vita lo hanno portato a vendere frutta tropicale sotto il diluvio a roma.

alla fine sono passati tipo venti minuti e piove sempre di più. allora si dice va beh, armiamoci e partiamo. solo il ragazzo della bancarella ci dice di restare quasi all'asciutto sotto l'ombrellone, ma voi vi tuffate nella piscina che è la strada e per fortuna vi viene da ridere.

poi spunta un autobus dal nulla, che non dovrebbe nemmeno passare da lì. si ferma e lo prendete al volo e una cosa così non si è mai vista al paese loro, che sali sull'autobus vuoto e lo allaghi e nessuno ti dice niente (e nessuno ha il biglietto se è per quello).
quando l'autobus si ferma siete quasi al sicuro davanti alla fermata della metro. dovete solo guadare il gange per raggiungere la terra promessa.

succede che alla fine ce la fai. tutti sopravvissuti. tutti contenti per la stupenda avventura. una roma così certo non l'avevano mai vista.

domenica 24 luglio 2011

ho visto (e sentito) cose che voi umani....

- una mia amica lamentarsi del freddo perché la temperatura è scesa sotto i trenta gradi

- una signora (forse una barbona ma forse no) camminare spedita a piedi nudi sull'asfalto, come se non ci fosse niente di strano. aspettare il verde al semaforo pedonale ed attraversare la strada fumando una sigaretta.

- la prima puntata di un nuovo telefilm che sarà la mia nuova causa di dipendenza (ma non vi dico qual è perché un po' di pudore mi è rimasto)

- una marea umana che invadere un centro commerciale all'ora di pranzo di una domenica d'estate.

- il bambino più buono del mondo che dice "pappa" per dire pappa ma anche qualsiasi altra cosa.

- i primi dieci minuti di harry potter 7.1 che sono un capolavoro della cinematografia mondiale.

- un'autostrada deserta

- la canzone di bruno mars "the lazy song" che esprime pienamente la mia filosofia di vita (se volete saperne di più, guardate qui).

e tutto solo in questo weekend.

lunedì 18 luglio 2011

da un eccesso all'altro

questo post poteva anche intitolarsi veni, vidi, vici.

segue da malasanità:

venerdì 24 giugno:
"signora, la stiamo chiamando. venga lunedì. ma prima aspetti che la richiamiamo sabato. se non la richiamiamo non venga. anzi, venga lo stesso. anzi, richiami lei".

sabato:
richiamo. "sì. ok. venga lunedì mattina"

lunedì: arrivo. ricovero. operazione. sveglia. fame. no cibo. no pipì.
martedì: pipì. colazione. dimissioni. a casa.

prima di dimettermi:
"deve venire sabato per la visita. è un preavviso sufficiente per lei?"
decido di non cogliere l'ironia. anche perché forse non c'è.

sabato:
appuntamento alle 10. tutto perfetto, preciso, organizzato. un quarto d'ora. tutto fatto. tutto bene. tutto a posto.
"deve venire per un ultimo controllo il 18 luglio, se è compatibile con i suoi impegni lavorativi".
"vuole che controlli se è compatibile?" chiedo io ingenua
"no. deve venire il 18 comunque, facevo così per dire".

oggi:
appuntamento alle 9:45. tutto perfetto, preciso, organizzato. dieci minuti. tutto bene. tutto a posto.

tutto è bene quel che finisce bene.
che questa efficienza fosse un riscatto karmico per l'inefficienza precedente lo spero ma non lo credo.
ma se funzionasse sempre così non sarebbe molto meglio per tutti? e non ci sarebbero più sprechi! (tra parentesi, oggi ho pagato il ticket graie alla nuova finanziaria).

lunedì 11 luglio 2011

oscillazioni

l'estate scorsa faceva caldo e io ero sudata e felice perché mi era tanto mancata l'estate italiana quando ero ad amsterdam.

quest'anno fa caldo e io sono sudata. e l'altro giorno mi sono scoperta a rimpiangere l'estate olandese e i suoi meravigliosi 20 gradi di temperatura massima.


lo so, lo so, sono latitante e non scrivo mai sul blog. e anche chi mi leggeva sempre ormai si è stufato. ma so anche che ho già fatto troppi mea culpa e proclami di buone intenzioni. quindi, farò del mio meglio per scrivere, ma non ve lo dico.

mercoledì 22 giugno 2011

malasanità

(va bene, non è -ancora- morto nessuno, ma i diritti della persona dove li mettete?)

marzo 2011:
"signora, deve farsi questa operazione. al più presto ma non è urgente. però la facciamo. faccia così e così e segua le istruzioni e poi vedrà che a maggio risolviamo tutto. la chiamiamo una settimana prima dell'operazione, magari anche due così lei ha tempo per organizzarsi. le daremo una data, se non dovessero chiamarla entro quella data mi telefoni pure"

maggio 2011:
"signora, venga a farsi queste analisi e questo e quest'altro. venga fra quattro giorni. ah, non può? allora venga tra dieci giorni, le va bene? allora sì. confermato grazie".
"buongiorno signora, ora che ha fatto tutte le analisi, le dico che l'operazione sarà tra un mese, entro la metà di giugno. arrivederci e grazie"

giugno 2011:
prima settimana - nessuna novità
seconda settimana - nessuna novità.
passa il 15 giugno - nessuna novità.
"signora, sono la segretaria dello studio medico. richiami domani"
"richiami domani"
"richiami domani"

venerdì scorso:
"visto che mi tempestate di telefonate finalmente vi rispondo, ma solo a lei madre dell'interessata che è già stata mia paziente, e le dico che metterò la signora in priorità e entro la fine di giugno la chiameremo, forse non proprio una settimana prima."
sabato:
"signora deve venire adesso per l'intervento. come, sta lavorando? che cosa curiosa. no, non le posso dare una settimana di preavviso, ma chi gliel'ha detto? no, non le posso dare un'ora di tempo per vedere se riesce ad organizzarsi. deve venire oggi. oppure la richiamiamo. sì, entro tre quattro giorni. va bene. la richiameremo. la chiamiamo la mattina e lei deve venire il giorno stesso. sì, è così".

oggi:
"no, non l'abbiamo richiamata. no, non sappiamo quando lo faremo. tanto non è urgente. come dice? lei fa un lavoro particolare per cui si è dovuta mettere in ferie pensando che la chiamassimo perché non ha la malattia? ah, è una libera professionista? ah, fa la guida turistica e non può dare buca all'ultimo minuto, proprio non sta bene e non rientra nell'etica del suo lavoro? e sticazzi? (no, questo non l'ha detto, ma il tono era quello). mi dispiace, ma è così. forse la chiamiamo nei prossimi tre giorni. forse no. arrivederci."

to be continued.